Hasil untuk "Oratory. Elocution, etc."

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DOAJ Open Access 2025
Gli ultimi errori di Lacan: l’inesistenza del rapporto sessuale e la donna-eccezione. Una riflessione logico-filosofica

Giovanni Bottiroli

Ci sono due tesi che hanno reso celebre il Seminario XX di Lacan: l’inesistenza/impossibilità del rapporto sessuale (‘il n’y a pas de rapport sexuel’) e l’inesistenza di ‘LA donna’. Dunque, dal punto di vista concettuale, è nella negazione che dobbiamo riconoscere il protagonista di questo Seminario. Tuttavia, la negazione è un connettivo logico polisemico, e la scolastica lacaniana lo ignora. Il ‘non’ del rapporto sessuale viene ormai menzionato come una verità evidente: il suo carattere paradossale è stato quasi completamente smarrito e ‘il n’y a pas de rapport sexuel’ risulta molto simile a ‘non esiste Babbo Natale’. Il primo responsabile di questo inevitabile degrado è però lo stesso Lacan, per due motivi: anzitutto, perché le sue argomentazioni, se esaminate con attenzione, appaiono inconsistenti, e sconfinano nel ridicolo. Ma, soprattutto, perché esse si fondano sulla fallacia per cui esisterebbe ‘LA logica’. Il grande errore di Lacan consiste nell’aver creduto che la logica di Frege e di Russell fosse l’unica logica possibile: in realtà, essa corrisponde a uno stile di pensiero separativo, e produce distorsioni e falsità quando viene applicata alle relazioni congiuntive e flessibili, a cui non possono rinunciare gli esseri umani. Esiste un altro significato della negazione: il ‘non’ oltrepassante, che possiede una forza di nientificazione – quella che la femminilità (liberata del mantra dell’alterità) mostra nel suo potere, così affine a quello della psicoanalisi.

Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
DOAJ Open Access 2024
Il problema del comico in "Mimesis" di Erich Auerbach

Marco Fontana

L’articolo s’interroga sullo spazio del comico in Mimesis, saggio che poggia uno dei suoi assi portanti sul trattamento serio, tragico e problematico del quotidiano. Inserendo Auerbach nel suo orizzonte ideologico e ricostruendo brevemente la sua genealogia intellettuale, l’analisi indaga le ragioni che hanno portato l’autore a considerare il comico come la “forma” che impedisce l’emergere della problematicità realistica. Dopo una discussione su due problemi di fondo (uno semiologico, uno storico-letterario), l’articolo si sofferma sui capitoli di Mimesis in cui Auerbach tratta il comico – capitoli che spesso si rivelano essere i più utili per capire il suo metodo e la sua filosofia della storia.

Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
DOAJ Open Access 2023
Interactivist Refutation of Radical Epistemic Skepticism Characteristic of Postmodern Literary Studies and Fiction

Joanna Teske, Robert Mirski

Postmodern fiction and literary theory have endorsed radical skepticism about knowledge, which was partly conditioned by philosophers’ inability to provide a viable epistemology that would resolve the radical skeptical problems. Most recent developments in both fiction and theory have largely ignored the apparently still unresolved issue and have instead embraced the position of active commitment that presupposes that knowledge is in fact possible. In this text, we address this apparent oversight and present an interactivist ontology of the mind and culture that explains how we can acquire knowledge about the world, and why the postmodern radical skepticism is ungrounded. We argue that once the interactivist theory of cognition as well as ontology of the mind and culture are assumed, the skeptical problems that troubled postmodern thought become non-problems and further pursuit of epistemically evaluable theory of culture (fiction included) gains solid theoretical grounds.

Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
DOAJ Open Access 2023
Beyond the Moral of the Digital Story. Belén Gache’s Cyberliterature and the Values of Technological Art

Camille Dasseleer

In the face of the theories that dismiss digital arts for being facilitated by the capitalist system, this paper argues that a critical awareness on the dangers of new technologies does not necessarily lead to the condemnation of technological arts. Indeed, the evidence suggests that digital technologies are an excellent medium through which literature can voice a nuanced and critical consideration about the world in which it appears. The analysis focuses on Spanish-Argentinian writer Belén Gache’s transmedia project Kublai Moon (2013-2019) in order to demonstrate that hypothesis. Firstly, it is shown that the novel reflects on the compatibility between humans and machine, in its content as well as in its forms. Secondly, it is contended that the axiological judgments on literature must be based on updated criteria when it comes to evaluating digital works.

Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
DOAJ Open Access 2018
Quando gli “strumenti critici” non sono richiesti

Francesco Muzzioli

Intervenire criticamente sulla narrativa prodotta dal mercato non è facile come sembra: per un verso, essa non richiede critica, semmai promozione pubblicitaria e semmai immedesimazione, una «sospensione dell’incredulità» spinta al massimo; per un altro verso, sembra inutile sprecare strumenti critici su testi semplici, destinati a una lettura rapida; pare più conveniente abbandonarla alle analisi ‘di mercato’ o al massimo alla sociologia della letteratura. A partire da un saggio di Daniele Giglioli, pubblicato in rivista nel 2014, ho voluto soprattutto evidenziare quali strumenti narratologici possano essere messi in opera su questo campo di analisi che non richiede l’analisi, quali strumenti possano essere ereditati dal dibattito ‘classico’, quali facciano maggiore o minore presa, quali siano in grado di produrre un disegno meno scontato ottenendo un risultato critico nel senso del rovesciamento dell’apparenza ideologica dominante. Critical analysis of market-produced narrative is not as easy as it seems: on the one hand, it does not require criticism and is rather advertising promotion or, if anything, identification, a «suspension of disbelief» pushed to the maximum; on the other hand, it seems useless to waste critical tools on same simple texts intended for rapid reading and it seems more convenient to abandon it to ‘market’ analysis or, at most, to the sociology of literature. Starting from an essay by Daniele Giglioli, published in 2014, we will above all highlight which narratological tools can be put into operation on this field of analysis that does not even require analysis, which tools can be inherited from the ‘classic’ debate, which are more effective, which are able to produce a less obvious reflection and to reach a critical result in the sense of the overthrow of the dominant ideological appearance.

Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
DOAJ Open Access 2017
Memorie di famiglia. Un genere ibrido del romanzo contemporaneo

Elisabetta Abignente

L’articolo si propone di definire un genere ibrido del romanzo novecentesco e contemporaneo che si pone al confine tra la saga familiare e le molteplici forme di scrittura del sé. Si tratta delle ‘memorie di famiglia’, o romanzi familiari di stampo autobiografico, intese come narrazioni delle vicende di una famiglia filtrate attraverso il punto di vista di uno dei suoi membri. Un romanzo che si pone come una sorta di modello in tal senso è Lessico famigliare (1963) di Natalia Ginzburg, qui posto a confronto con un corpus ristretto di testi che ne condividono alcune caratteristiche contenutistiche e formali: Le Labyrinthe du monde (1974-88) di Marguerite Yourcenar, Harmonia Caelestis (2000) di Péter Estrházy, e Die Box. Dunkelkammergeschichten (2008) di Günter Grass, Les Années (2008) di Annie Ernaux. Un’attenzione particolare verrà rivolta a una precisa porzione testuale: si tratta della scena della famiglia riunita a tavola. Il rituale del pasto domestico, quotidiano o festivo, si presenta come significativo terreno di incontro e di scontro tra le generazioni e come momento privilegiato della vita comunitaria nel quale ogni lessico familiare prende forma.   The paper aims to define a hybrid genre of twentieth and twenty-first century novel that lie on the border between the family saga novel and the various forms of writing of the Self. This is the ‘family memoir’, or ‘autobiographical family novel’, i.e. a family story filtered by the point of view of one of its members. A novel that may be considered as a model in this sense is Natalia Ginzburg’s Lessico famigliare (1963), that is compared here with a small corpus of texts sharing whit it some thematic and formal characteristics: Marguerite Yourcenar’s Le Labyrinthe du monde (1974-88), Péter Esterházy’s Harmonia Caelestis (2000), Günter Grass’ Die Box. Dunkelkammergeschichten (2008), Annie Ernaux’s Les Années (2008). Particular attention will be given to a specific scene: the family dinner. The ritual of everyday and festive family meals represents a meaningful common ground of interaction and contrasts between generations and as the specific moment of community life when ‘family sayings’ take shape.

Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
DOAJ Open Access 2017
Le antologie di poesia italiana nel XXI secolo. Note per un primo bilancio

Claudia Crocco

Da almeno un secolo, l’antologia costituisce il principale veicolo di formazione del canone letterario e di scontro delle interpretazioni per la poesia italiana. Nei primi quindici anni del Ventunesimo secolo la discussione intorno alle antologie è ripresa, dopo una fase di stasi, soprattutto grazie alla critica online. Poco più di dieci anni fa sono state pubblicate tre antologie d’autore: Parola plurale. Sessantaquattro poeti tra due secoli (a cura di Alfano, Baldacci, Bello Minciacchi, Cortellessa, Manganelli, Scarpa, Zinelli, Zublena, Sossella, 2005); Dopo la lirica (a cura di Testa, Einaudi, 2005); La poesia italiana dal 1960 a oggi (a cura di Piccini, Rizzoli, 2005). Sono seguite nuove raccolte, che potremmo classificare come antologie generazionali oppure crestomazie «dei poeti d'oggi»; queste ultime hanno spostato il dibattito sul canone più recente. Si è molto discusso, ad esempio, di Poeti degli anni Zero (a cura di Ostuni, Ponte Sisto, 2010), ma anche di La generazione entrante. Poeti nati negli anni Ottanta (a cura di Fantuzzi, Ladolfi, 2011); nonché di due antologie di genere come Nuovi poeti italiani/6 (a cura di Rosadini, Einaudi, 2012) e Le parole tra gli uomini. Antologia di poesia gay italiana dal Novecento al presente (a cura di Baldoni, Robin, 2012). Questo intervento si propone di fare un primo bilancio delle crestomazie poetiche pubblicate dal 2000 al 2016 e del dibattito critico che le riguarda. In particolare, per ciascuna antologia verranno considerati i seguenti aspetti: categorie critiche impiegate, ordinamento e struttura dell’opera, estremi cronologici,  proposta di canone, postura critica del curatore (militante, copoetica, d’autore).

Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
DOAJ Open Access 2016
The Shock of Attention

Rita Charon

Narrative Medicine is a clinical practice, a scholarly field, and a site of intensive research worldwide. This essay describes the inauguration of the field of narrative medicine in 2000 at Columbia University in New York, NY, USA and the principles and practices that have devolved from the initiating work. Clinical implications of narrative concepts of health care as learned from actual medical practice are described. The three movements of narrative medicine—attention, representation, and affiliation—are explored as means of engaging participants in creative acts of discovery and relation. Examples are provided of narratively-informed teaching and health care practice. Conceptual frameworks from aesthetic theory, phenomenology, literary and narrative theories, and cognitive sciences are advanced to portray the integrated study of individuals-in-the-world made possible by contemporary narrative medicine thought.  Emerging concepts of enchantment, embodiment, and enactivism suggest future directions for the field.

Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
DOAJ Open Access 2016
Going Under and Coming Round: Anesthesia, Narrative, and Trauma

Catherine Belling

General anesthesia is of course valued for sparing patients the physical pain and psychological trauma of being sensate and conscious during surgery, but it also poses a specific challenge to the narrative continuity often seen as a defining aspect of human identity and of mental health. The patient is (arguably) absented from the scene in which his or her body is (arguably) traumatized, and then returns to awareness to find a body that has been changed. This rupture in continuity presents a challenge to coherent first-person narration. Examining some of the strategies used by writers to represent the gap opened up by anesthesia, I suggest that such accounts illuminate our understanding of the connections between narrative rupture, trauma, and an ethical responsibility to recognize the possibility of sentience, and hence the capacity for suffering, in anaesthetized patients.

Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
DOAJ Open Access 2013
«Vdrug» in Tolstoj: l’inaspettato nell’universo del logico

Ol’ga V. Slivickaja

Si presenta di seguito la traduzione del saggio di Ol’ga Vladimirovna Slivickaja «Vdrug» u Tolstogo: neožidannoe v mire zakonomernogo, pubblicato sul 3° numero della rivista Russkaja literatura nel 2012. Il saggio è dedicato a quei comportamenti improvvisi e imprevedibili dei personaggi che sembrano estranei all’universo logico e controllato che Tolstoj costruisce nei suoi romanzi. L’autrice dimostra che anche in questo mondo c’è spazio per le azioni inattese e impreviste, motivate a diversi livelli di profondità del carattere innato e acquisito del personaggio.

Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
DOAJ Open Access 2010
Manfred Bierwisch: Linguistics, Poetics, Aesthetics Manfred Bierwisch, Linguistica, Poetica, Estetica

Stefano Versace

Il saggio riassume brevemente la proposta fatta nel 1963 secondo cui la «competenza poetica» è la base per creare e valutare la poesia. Il fatto che questa competenza si basi sulla competenza linguistica, ma ne sia al contempo distinta, è esemplificato da uno sguardo ravvicinato alla struttura segmentale, soprasegmentale, morfo-sintattica, lessicale e concettuale del poema di Hölderlin A Zimmer», rivelando una struttura sorprendentemente complessa ed equilibrata dei quattro versi, apparentemente semplici, che compongono il poema. La seconda parte del saggio discute il problema se i giudizi riguardo alla poesia debbano essere studiati come fondati sulla relazione tra specifiche proprietà dei poemi e delle persone. Infine si solleva il problema se l’arte letteraria sia davvero basata su una specifica competenza poetica, o se essa dia forma a una generica abilità estetica applicata a oggetti linguistici. Quest’ultima è costruita come una domanda sì speculativa, ma al tempo stesso anche empirica.<br>The paper briefly summarizes the proposal made in 1965 that "Poetic Competence" is the basis for creating and evaluating poetry. That this competence lives on, but is different from linguistic competence is exemplified by a close look at the segmental and supra-segmental, morpho-syntactic, lexical, and conceptual structure of H&amp;ouml;lderlin's poem &lt;em&gt;An Zimmern&lt;/em&gt;,&amp;nbsp; revealing a surprisingly complex and balanced structure of the apparently simple four lines. The second part of the paper discusses the question whether judgments about poetry are to be studied as based on the relation between specific properties of poems and persons. Finally the problem is raised, whether literary art is based on a specific Poetic Competence, or instantiates a general aesthetic ability applied to linguistic objects. This is construed as a speculative, but still empirical question.

Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
DOAJ Open Access 2010
William Franke, Sulla verità poetica che è superiore alla Storia: Porfirio e la critica filosofica della letteratura William Franke, On the Poetic Truth that is Higher than History: Porphyry and the Philosophical Interpretation of Literature

Laura Lucia Rossi

&lt;div&gt;In this article we propose the translation of William Franke&amp;rsquo;s paper &lt;em&gt;On the Poetic Truth that is Higher than History: Porphyry&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;and the Philosophical Criticism of Literature&lt;/em&gt;, in which the American scholar presents the hermeneutic method of the ancient&amp;nbsp;commentators of Homer, with particular reference to the critic practice applied by the Neoplatonic Porphyry in his &lt;em&gt;De Antro&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;Nympharum&lt;/em&gt;. With this treatment Franke proposes and hopes for the return to an interpretive method, called philosophical or&amp;nbsp;speculative, also for contemporary criticism.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;<br>In questo articolo è presentata la traduzione del saggio di William Franke &lt;em&gt;Sulla verità poetica che è superiore alla Storia: Porfirio e la critica filosofica della letteratura&lt;/em&gt;, in cui lo studioso americano presenta il metodo ermeneutico degli antichi commentatori di Omero, con particolare riferimento alla critica praticata dal neoplatonico Porfirio, proponendo e auspicando il ritorno ad una modalità interpretativa, detta filosofica o speculativa, anche per la critica contemporanea.

Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
DOAJ Open Access 2010
Manfred Bierwisch: Linguistics, Poetics, Aesthetics

Stefano Versace

Il saggio riassume brevemente la proposta fatta nel 1963 secondo cui la «competenza poetica» è la base per creare e valutare la poesia. Il fatto che questa competenza si basi sulla competenza linguistica, ma ne sia al contempo distinta, è esemplificato da uno sguardo ravvicinato alla struttura segmentale, soprasegmentale, morfo-sintattica, lessicale e concettuale del poema di Hölderlin A Zimmer», rivelando una struttura sorprendentemente complessa ed equilibrata dei quattro versi, apparentemente semplici, che compongono il poema. La seconda parte del saggio discute il problema se i giudizi riguardo alla poesia debbano essere studiati come fondati sulla relazione tra specifiche proprietà dei poemi e delle persone. Infine si solleva il problema se l’arte letteraria sia davvero basata su una specifica competenza poetica, o se essa dia forma a una generica abilità estetica applicata a oggetti linguistici. Quest’ultima è costruita come una domanda sì speculativa, ma al tempo stesso anche empirica.

Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
DOAJ Open Access 2009
John Pier, Configurazioni narrative John Pier, Configurazioni narrative John Pier, Narrative Configurations

Alessandra Diazzi

Il presente lavoro si muove in direzione di una narratologia intertestuale che integri una riflessione semiotica e strumenti di logica, ponendo al centro il concetto di «configurazione» quale modello di comprensione (Mink, Ricoeur). Il concetto di «sceneggiature intertestuali» permette di accostarsi all‘atto di lettura interpretandolo come procedimento di abduzione, attraverso cui il Lettore Modello (Eco) trova nella propria enciclopedia intertestuale le cosiddette «sceneggiature» ossia «strutture di base» più o meno riconoscibili in ogni racconto. Tramite una lettura di &lt;em&gt;Lolita &lt;/em&gt;si giunge a delineare l‘atto interpretativo come un procedimento abduttivo in cui ricorrono «sceneggiature intertestuali», potendo così individuare nel testo quei percorsi, spesso latenti, che una lettura critica deve essere capace non solo di seguire ma anche di tracciare.<br>&lt;span style="font-size: 8pt; font-family: 'Verdana'"&gt;Настоящая работа движется в направлении интертекстуальной нарратологии, которая дополнила бы семиотические соображения и логические инструменты, концентрируя внимание на понятии &amp;laquo;конфигурации&amp;raquo; как модели понимания (Минк, Рикер). Понятие &amp;laquo;интертекстуального сценария&amp;raquo; позволяет рассматривать акт чтения как процесс абдукции, с помощью которого Образцовый Читатель (Эко) находит в своей интертекстуальной энциклопедии так называемые &amp;laquo;сценарии&amp;raquo; или &amp;laquo;базовые структуры&amp;raquo;, более или менее узнаваемые в любом рассказе. На примере чтения Лолиты акт интерпретации вырисовывается как абдуктивный процесс, в котором повторяются &amp;laquo;интертекстуальные сценарии&amp;raquo;, позволяя следовательно выявить в тексте те пути, часто скрытые, которым критическое чтение должно быть в состоянии не только следовать, но и прокладывать направление.&lt;/span&gt;<br>&lt;span style="font-size: 8pt; font-family: 'Verdana';"&gt;The article moves in the direction of an intertextual narratology integrating semiotic reflection with logic, focusing on the concept of “configuration” as model of comprehension (Mink, Ricoeur). The concept of “intertextual frames” makes it possible to approach the act of reading interpreting it as abduction process; through this process the Model Reader (Eco) finds in his intertextual encyclopedia the so-called “frames”, that is, basic structures, more or less recognizable in every narrative. With his reading of Lolita the author outlines the interpretative act as abduction process in which “intertextual frames” often recur; in this way, it is possible to single out the paths that a critical reading should not only follow but also open.&lt;/span&gt;

Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric

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