This article addresses a forgotten aspect of the history of ideas, namely the fact that one of the most important figures of the twentieth century, Ezra Pound, was influenced by Dantean esotericism and the medieval esoteric doctrine of love proposed in the nineteenth century by Gabriele Rossetti. It aims to show the relations between literature and esotericism, in the wake of a dialogue between the Middle Ages and the twentieth century. The study of this unexplored horizon of research is presented here through the epistolary exchange between Pound and Gabriele Rossetti’s granddaughter, Olivia Rossetti Agresti.
Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
The article analyzes the role played by the journal "Na postu" in the marginalization of village literature. In the 1920s, the role played by this journal was more important than generally expected, because the editors were able to accelerate and in a certain way guide the government's choices in the cultural sphere. As a result, an entire strand of Russian cultural tradition was obliterated. The village literature writers were slandered and then physically o socially liquidated or replaced with authors ideologically conforming to the new collective farm literature.
Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
Lo scopo di questo articolo è di presentare il motivo poetico delle rovine di Roma attraverso alcuni testi poco conosciuti. La grande quantità d’adattamenti, traduzioni ed imitazioni di questo motivo rendono difficile la fissazione di un ordine tra tutti loro, le fonti e le loro origini. Il sonetto Superbi colli, e voi sacre ruine di Baldassarre Castiglione (1513-21), il poema latino De Roma (1554) del palermitano Giovanni Vitale (Janus Vitalis) e, soprattutto, il sonetto III del libro Les Antiquités de Rome (1558) di Joachim Du Bellay hanno generato numerose imitazioni e traduzioni fino ad oggi. Il topos delle rovine di Roma è trasformato in mito.
Anche se le poesie più note sono state ben studiate, ad esempio, il celebre sonetto A Roma sepultada en sus ruinas (1648) di Quevedo, vogliamo offrire una panoramica della diffusione del mito e delle loro varianti e opposizioni principali attraverso qualche traduzione e versioni francesi meno studiate.
Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
Il saggio intende evidenziare il rapporto tra le opere di Carlo Michelstaedter e Gian Giacomo Menon, poeti e filosofi goriziani, e prestare attenzione alle implicazioni spaziali del loro rapporto intertestuale. Con riferimento a Geocritica e poesia dell’esistenza di Alberto Comparini (2018), e mediante il ricorso alla categoria di afasia come strumento di analisi, lo studio delineerà alcuni tratti fondamentali della geografia poetica della città di Gorizia: il pre- e post-esistenzialismo di Michelstaedter e Menon risulterà connesso al citato rapporto intertestuale e al contesto spaziale in cui origina. Sarà inoltre mostrata l’immanenza della geografia giuliana e istriana in geologia di silenzi di Menon (2018).
Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
Fra gli ultimi decenni dell’800 e i primi del ‘900 un vasto gruppo di intellettuali attivi in differenti campi (letteratura, filosofia, sociologia, critica letteraria, critica artistica, ecc.) imposta il proprio discorso sulla base di rigide coppie binomiali (la più famosa e duratura è quella concernente i concetti di Kultur e Zivilisation) tese a differenziare su principi giustappostivi e a-dialettici due campi d’indagine sempre in radicale contrasto. Benché lo schema interpretativo si adatti a settori quanto mai eterogenei (siano queste le conformazioni consociative ‘comunità’ e ‘società’ in Ferdinand Tönnies, le espressioni artistiche di Rinascimento e Barocco di Heinrich Wölfflin, i concetti di ‘anima’ e ‘forma’ del giovane Lukács o quelli di Riforma e Controriforma del Malaparte fascista, ecc.) le caratteristiche assegnate ai rispettivi termini del binomio si ripetono pressoché identiche da un’analisi all’altra. Dove uno dei termini risulta legato alla catena metonimica dell’Essere e ai concetti di universalità, saldezza, rigidità, unità, ecc., il secondo riferisce alla sfera del particolare, dell’apparenza, della disgregazione, della fluidità, ecc. L’articolo analizza, seguendo alcuni esempi, tanto l’espressione di questa cultura quanto le ragioni del suo formarsi in opposizione allo sviluppo e poi all’egemonia della cosiddetta ‘filosofia della crisi’.
Between the last decades of the XIXth century and the first years of the XXth century, several European intellectuals active in different fields (literature, philosophy, sociology, literary critic, art history, etc.) develop a discourse based on rigid dichotomies (the most famous of which is the one regarding the concepts Kulturand Zivilisation) aimed at differentiating, on non dialectical principles, two cultural fields always in radical contrast. Although the same scheme is applied to very different intellectual grounds (the social conformations of ‘community’ and ‘society’ in Ferdinand Tönnies, the artistic expressions of Renaissance and Baroque in Heinrich Wölfflin, the concepts of ‘soul’ and ‘form’ in the young Lukács, or those of Reformation and Counterreformation in the fascist intellectual Curzio Malaparte, etc.) the features attributed to the respective elements of the dichotomiesrepeated across the different analyses. If one the two elements is related to the idea of Being and to the concepts of universality, firmness, rigidity, unity, etc., the second one refers to the particularity, the appearance, the disaggregation, the fluidity, etc.My article analyzes, following several examples, both the manifestation of this culture and the reasons behind its formation.
Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
Il saggio si propone di esplorare il volume Ex.it apparso nel 2013 che presenta tra alcune delle più significative scritture di ricerca italiana contemporanea. In particolare, s’intende analizzare il territorio della cosiddetta prosa in prosa, cercando di capirne le matrici e gli sviluppi. S’individuano al contempo alcuni principi fondamentali che possono aiutarci ad orientarci nei testi in questione, ovvero la matericità, la spazialità e la visività. Questi stessi principi mostrano il profondo dialogo che tali scritture hanno con le arti visive. The essay aims to explore the volume Ex.it appeared in 2013 that presents some of the most significant Italian contemporary research writings. In particular, we intend to analyze the territory of the so-called prose in prose, trying to understand its matrixes and developments. At the same time, we identify some fundamental principles that can help us to orient ourselves in the texts in question, that is the materiality, the spatiality and the visual. These same principles show the profound dialogue these writings have with the visual arts.
Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
Recensione di Gambino, Renata e Grazia Pulvirenti.Storie menti mondi. Approccio neuroermeneutico alla letteratura. Mimesis, 2018
Review of Gambino, Renata and Grazia Pulvirenti.Storie menti mondi. Approccio neuroermeneutico alla letteratura. Mimesis, 2018
Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
The study deals with dialectics in the context of the Prague Linguistic Circle, particularly in the context of Jan Mukařovský’s thinking. The essay presents 1) main sources of Mukařovský’s dialectics, and outlines 2) Mukařovský’s dialectical method. The notion of dialectics appears in Mukařovský’s scholarly work in a set of connections. He applied dialectics as a method, manner or form of rationality. It served as a means of gaining knowledge about the world, specific phenomena and objects, their essence, interconnectedness as well as development. Mukařovský also used it as a procedure for resolving contradictions (antinomies) that he encountered in his scientific explorations and in ordinary practical activities. He understood dialectical thinking as dynamic, open, and pluralist thinking striving to reflect reality as a constant process. Gradual coming together of dialectics and materialism, evident in Mukařovský’s scholarly works from the mid-1930s, resulted, ten years later, in a public adoption of dialectical materialism.
Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
Cet essai propose une relecture de l'autobiographie de Said, en indiquant ses thèmes principaux (l'exil, l'identité, histoire individuelle et Histoire collective) et en suggérant le lien avec d'autres textes de l’auteur, y compris l’Entretien avec Ari Shaviz.
This article proposes a reading of Said’s autobiography, stating its main themes (exile, identity, individual story and collective History) and suggesting a link with other his texts, including the Interview with Ari Shaviz
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In questo articolo Alexandre Urussov (Aleksandr o Alexander, a seconda delle diverse traslitte- razioni) ricorda la propria partecipazione all’associazione giovanile underground SMOG in URSS nel 1965. Al tempo giovane scrittore moscovita, Alexandre Urussov prese parte ad alcune mani- festazioni organizzate da SMOG e pubblicò il racconto Il grido delle formiche lontane nella rivista samizdat Sfinsky. Il racconto è stato tradotto in varie lingue e pubblicato nel Regno Unito, in Italia, Germania, Francia, Canada e Islanda. L’autore spiega qui le dinamiche di alcuni processi culturali nell’URSS di quei tempi, le caratteristiche distintive del Samizdat letterario degli scrittori SMOG e gli atti di repressione delle autorità sovietiche contro gli scrittori dissidenti.
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Si presenta di seguito la prima traduzione italiana del saggio di Richard Peace Dostoevsky and the Syllogism, pubblicato in lingua originale nel volume IX (2005) della collana Dostoevsky Studies, New Series. Il saggio è dedicato alla rielaborazione del sillogismo aristotelico da parte dei personaggi dostoevskiani nell’ambito del dibattito fra le due principali correnti filosofiche della Russia ottocentesca: l’ «occidentalismo» e lo «slavofilismo». Peace evidenzia come Dostoevskij miri a dimostrare che il ragionamento sillogistico sia estraneo alla forma mentis russa attraverso i fallimenti argomentativi dei suoi «ideofori»
Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
Sans rabattre la philosophie sur une forme spécifique de littérature ni la littérature sur une expressivité absente de la philosophie, Ricœur s’emploie à préserver leurs différenciations historiques, trouvant dans ces différences mêmes l’occasion d’interrogations réciproques et refusant une distinction d’essence immuable entre ces deux disciplines de la pensée.
Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
Il saggio si propone di analizzare il tema del collezionismo e la figura del collezionista inserendo i due soggetti in questione all’interno di una costellazione di nozioni correlate per tracciare, intorno al tema, una mappa concettuale multidisciplinare. Nello specifico, verranno focalizzati i seguenti aspetti: il rapporto dell’uomo con l’oggetto, e dell’oggetto con la serie; la dinamica del desiderio riguardante il problema della scelta d’oggetto; il feticismo -punto d’incontro tra l’oggetto e il desiderio- ed inteso come parafilia in senso lato; l’emblematica personalità del collezionista di cui se ne investigheranno gli aspetti più rappresentativi; la complessità del rapporto tra passato e presente, e la sopravvivenza del primo nel secondo alla luce del collezionismo, specialmente d’antiquariato.
Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
Quando in un romanzo il materiale narrativo coincide interamente con la memoria del personaggio, diviene necessario chiedersi come si stabilisca il grado di verità della sua testimonianza. In questo articolo cercheremo di ricostruire i processi psichici che determinano la percezione e la rielaborazione dell’esperienza da parte di Tristano, cercando di spiegare in che modo i ricordi si originino, si alterino e si organizzino in quel racconto orale, che lo scrittore/testimone avrà il compito di tradurre in forma scritta.
Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
This is a response to the questions asked by Franco Passalacqua and Federico Pianzola as a follow-up of the 2013 ENN conference. The discussions that originated at the conference were rich and thought-provoking and so the editors of this special section of «Enthymema» decided to continue the dialogue about the state of the art and the future of narratology.
Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
Parte Prima. Laboratorio Milano: Collettivi, Arte e Società
Parte Seconda. Soggettività e collettivo: ideali, obiettivi e ragioni teoriche del lavoro artistico partecipato
Parte Terza. Arte militante e incontro con le istituzioni. L'esperienza milanese degli anni ’70.
Parte Quarta. Dalle pratiche all’estetica: il Premio Piazzetta e la questione della documentazione
Parte Quinta. 1974: Il movimento delle donne artiste
Parte Sesta. Per un bilancio dell’esperienza dei collettivi artistici: cambiamenti sociali e "ritorno al personale"
Parte Settima. Rapporti gerarchici e disgregazione dell'idea di collettivo.
Parte Ottava. Arte come pratica ideologica.
Parte Nona. Per un biilancio dell’esperienza dei Collettivi Artistici: risultati permanenti e il problema della continuità
Language. Linguistic theory. Comparative grammar, Style. Composition. Rhetoric
Come ha messo in rilievo Paul De Man, la teoria della letteratura nasce insieme alla letteratura stessa, dunque a partire dal primo romanticismo tedesco e la sua riflessione intorno alla natura dell'arte. In questo senso, la teoria letteraria non si oppone alla pratica della scrittura, ma alla sua estetica, che quindi è necessario superare.
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